In anni recenti l’utilizzo di internet è cresciuto in misura esponenziale tra i Paesi dell’Unione Europea. In particolare, a farla da padroni nell’utilizzo del web sono soprattutto:
Spagna (+ 440.0 % tra 2000 e 2010, con un rapporto % tra utilizzatori di internet e popolazione del 6,1%)
Francia (+ 425.0 % tra 2000 e 2010, con un rapporto % tra utilizzatori di internet e popolazione del 9,4%)
Regno Unito (+234.0 % tra 2000 e 2010, con un rapporto % tra utilizzatori di internet e popolazione del 10,8%)
Germania (+ 171.3 % tra 2000 e 2010, con un rapporto % tra utilizzatori di internet e popolazione del 13,7%)
Italia (+127.5 % tra 2000 e 2010, con un rapporto % tra utilizzatori di internet e popolazione del 6,3%)
La media % di crescita negli altri Paesi Europei si aggira invece intorno all’1,5%.
La vendita di prodotti e servizi online è cresciuta in Italia del 40% nel 2008
Tra i settori che hanno registrato e continuano a registrare il maggior tasso di incremento nella vendita online troviamo il turismo, con un taso percentuale che si aggira intorno al 49,8%, il tempo libero (16%), l’elettronica (13%) e le assicurazioni on line (10,8%), seguiti dai settori alimentare, editoria, moda, bellezza, casa e arredamento.
Questi dati ci fanno riflettere su alcuni elementi molto significativi:
1. Innanzitutto, sembra ormai essersi ridotta quella “distanza” (comunemente definita “digital divide”) tra persone alfabetizzate e non all’uso di internet
2. E’ palese come anche nel nostro Paese sia aumentata la fiducia all’acquisto di prodotti e di servizi online, specialmente rivolta a beni per loro natura “intangibili” e “virtuali” (turismo, assicurazioni, etc)
3. Le aziende – sia grandi che medio-piccole – stanno investendo sempre più nella pubblicità online e nel commercio elettronico, in parte per rispondere ai nuovi trend di vendita e quindi alle nuove esigenze espresse dai clienti, in parte per aver preso coscienza di come questi strumenti siano non solo più efficaci, ma anche più economici, in una prospettiva di medio/lungo termine, rispetto ai tradizionali sistemi di promozione off line
Ed in effetti queste aziende hanno ragione: chi mai, messo di fronte a tali statistiche, sceglierebbe ancora di spendere di più, per ottenere di meno? Illogico, no?